
Dal 1° gennaio 2024, l’età minima per ottenere la patente B e guidare da soli è stata abbassata a 17 anni in Francia. Questa riforma, annunciata nell’ambito del Consiglio nazionale della Rifondazione dedicato alla gioventù, confonde i punti di riferimento per le famiglie che associano ancora l’età di 16 anni a una possibile patente di guida. Il quadro normativo francese distingue diversi dispositivi accessibili ai minorenni, e i 16 anni non aprono gli stessi diritti dei 17 anni.
Patente A1 e patente AM: cosa può realmente guidare un giovane di 16 anni
La patente B non è accessibile a 16 anni, né per l’esame pratico né per la guida autonoma. Tuttavia, due categorie di patenti sono aperte a questa età, e riguardano veicoli molto diversi da un’auto.
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La patente A1 è accessibile già a 16 anni. Essa consente di guidare una moto leggera con una cilindrata che non supera i 125 cm³. Questa patente richiede di superare un esame teorico (il codice moto) e un esame pratico specifico. È l’unica patente che dà a un giovane di 16 anni la possibilità di circolare da solo su strada aperta con un veicolo a motore a due ruote di questa categoria.
La patente AM, invece, è accessibile già a 14 anni. Essa permette di guidare un ciclomotore (massimo 50 cm³) o un’auto senza patente. A 16 anni, quindi, questa patente è già acquisita per molti giovani che l’hanno conseguita prima.
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Per coloro che puntano all’auto, comprendere le condizioni per la patente di guida a 16 anni permette di distinguere ciò che riguarda la preparazione per la patente B da ciò che consente realmente di prendere il volante.
Apprendimento anticipato della guida a partire dai 15 anni: il percorso verso la patente B
Se guidare da soli un’auto rimane impossibile a 16 anni, la preparazione per la patente B può iniziare molto prima dei 17 anni. L’apprendimento anticipato della guida (AAC) è aperto già a 15 anni. È il dispositivo più strutturato per i minorenni che vogliono anticipare l’ottenimento della patente.

Il percorso AAC si svolge in diverse fasi distinte:
- Una formazione iniziale in scuola guida, comprendente un minimo di ore di guida e la validazione della prova teorica generale (il codice della strada), accessibile già a 15 anni.
- Il conseguimento dell’attestato di fine formazione iniziale (AFFI), rilasciato dall’insegnante di guida quando viene raggiunto il livello richiesto.
- Una fase di guida accompagnata con un accompagnatore titolare della patente B da almeno cinque anni, durante la quale il giovane deve percorrere una distanza significativa per un periodo minimo di un anno.
Al termine di questa fase, l’esame pratico per la patente B può essere sostenuto già a 17 anni dalla riforma di gennaio 2024. Prima di questa data, era necessario attendere i 18 anni per guidare da soli, anche dopo aver superato l’esame a 17 anni e mezzo.
La guida accompagnata non deve essere confusa con la guida supervisionata, che si rivolge ai candidati di 18 anni e oltre, né con la guida regolamentata, riservata agli studenti in formazione professionale legata ai mestieri della strada. Questi tre dispositivi obbediscono a regole diverse, e confonderli è un errore frequente.
Condizione di residenza normale: un criterio poco conosciuto per i giovani candidati
Un punto raramente affrontato nei contenuti di massa riguarda la condizione amministrativa di residenza. Il Codice della strada impone a ogni candidato alla patente di giustificare una residenza normale in Francia, definita come un soggiorno abituale di almeno 185 giorni all’anno.
Questa esigenza può costituire un ostacolo concreto per le famiglie recentemente trasferite in Francia o per i giovani di nazionalità straniera. A seconda delle situazioni, potrebbe essere richiesto anche un diritto di soggiorno valido. Questo criterio si applica a tutte le categorie di patenti, comprese la patente AM e la patente A1.
Per un giovane di 16 anni che desidera iscriversi in scuola guida e iniziare l’AAC, la verifica di questa condizione avviene già al momento della presentazione della domanda. Un difetto di giustificativo può bloccare l’intero procedimento, indipendentemente dall’età o dal livello di preparazione del candidato.
Patente B a 17 anni e periodo probatorio: cosa cambia dopo la riforma
La riforma entrata in vigore il 1° gennaio 2024 ha modificato l’età di ottenimento della patente B, ma non ha toccato il periodo probatorio. Ogni nuovo conducente dispone di un capitale iniziale di 6 punti sulla propria patente, indipendentemente dall’età al momento dell’ottenimento.
La durata di questo periodo probatorio varia a seconda del percorso seguito:
- Tre anni per i candidati provenienti dalla formazione classica.
- Due anni per coloro che hanno seguito l’apprendimento anticipato della guida (AAC), un vantaggio spesso citato come argomento a favore di questo dispositivo.
- Durante questo periodo, si applicano limitazioni specifiche, in particolare in materia di velocità massima consentita.
La legge RIPOST, più recente, ha inoltre introdotto restrizioni sulla potenza dei veicoli accessibili ai giovani conducenti. Queste disposizioni si aggiungono alle regole del periodo probatorio e limitano l’accesso alle auto più potenti durante i primi anni di patente.

Un conducente di 17 anni titolare della patente B è quindi soggetto a un quadro più restrittivo rispetto a un conducente esperto, sia per quanto riguarda il capitale di punti che per quanto riguarda i veicoli autorizzati. La riforma ha anticipato l’età della guida autonoma senza alleggerire le obbligazioni che la regolano.
Per i giovani che intendono iniziare il proprio percorso a 16 anni, l’AAC rimane l’unica via per ridurre il periodo probatorio a due anni. La formazione classica, accessibile a 16 anni per la parte teorica, consente di accedere all’esame pratico solo a partire dai 17 anni e impone un periodo probatorio più lungo. La scelta del percorso di formazione ha quindi conseguenze dirette sui primi anni di guida.